| Valvasone,
12 gennaio 2009
Cari
nonni, cara professoressa Cecilia,
oggi abbiamo un'ora di supplenza perché
la prof. che dovevamo avere in quest'ora è
andata ad accompagnare i ragazzi di seconda
che sono andati a Pordenone a vedere uno spettacolo.
Così noi, con la prof. Vanda, abbiamo
pensato di scrivervi una lettera.
Ci presentiamo: siamo Paola, Solange, Samira,
Angelica, Alice, Jane, Cristiana; il resto della
classe sta preparando un disegno
per voi; quando tutto sarà pronto,
ve lo spediremo.
Vi vogliamo raccontare prima di tutto il laboratorio
che facciamo il lunedì pomeriggio, quello
di friulano. Impariamo delle danze tipiche,
guidati dall’insegnante Regina; per tutti
è la prima volta che impariamo dei passi
di danza e la cosa risulta impegnativa: bisogna
avere molta concentrazione, avere dei movimenti
sciolti, seguire il ritmo e coordinare i movimenti
con quelli dei compagni. Il nostro intento è
quello di prepararci bene per poter presentare
i balli ai nostri compagni calabresi quando
loro ci ospiteranno presso la loro scuola.
Oltre alle danze, ci dedichiamo alla ricerca
dei piatti tipici friulani ed ai canti.
Abbiamo parlato della polenta e a tale piatto
così importante e gustoso abbiamo dedicato
una canzone che incomincia così: “Viva,
viva la polenta, cjalda, rossa, profumada”
A questo punto Solange ha protestato perché
a questa attività lei non partecipa e
quindi si sente un po’ esclusa. Allora
adesso vi raccontiamo qualcosa dei nostri paesi.
Incominciamo con Valvasone, paese dove è
situata la nostra scuola. Nel sito del nostro
istituto potete vedere delle foto di Valvasone
con le poesie che Pier Paolo Pasolini ha dedicato
al paese e con quelle composte dai nostri compagni
più grandi.
Su Valvasone Solange vi vuole dire che d’inverno
sembra un paesaggio da cartolina, con le case
che circondano la piazza, il castello grigio,
e il duomo a strisce. Se c’è la
neve, pare fantastico.
Samira dice che San Lorenzo, la frazione di
Arzene in cui lei abita, è molto verde:
ci passa un corso d’acqua – la Rupa
– e lungo il suo percorso crescono molti
alberi che, a differenza di quelli africani
– aggiunge Solange – d’inverno
perdono le foglie. A Sao Tomé e Principe,
dove Solange è nata, ci sono tanti alberi
da frutta: banani, papaye, manghi, coltivazioni
di canna da zucchero e in Africa ci sono sempre
tanti bambini che saltano da un albero all’altro.
Vi raccontiamo un fatto che è veramente
successo. Il fratello più grande di Solange
saltava sempre da un albero all’altro,
ma un giorno, mentre si stava aggrappando a
uno di essi, ha visto un serpente a sonagli
attorcigliato, ha mollato la presa ed è
caduto a terra e per lui non c’è
stato più niente da fare. E’ una
cosa molto triste.
Cristiana racconta che anche suo fratello è
caduto dall’albero quando era a casa dello
zio: stava tentando di saltare da un ramo all’altro
e per un po’ ci è riuscito, però
ad un altro tentativo è caduto, però
non si è fatto tanto male.
Vi raccomandiamo, cari nonni, non saltate da
un albero all’altro perché potreste
farvi male.
Jane e Alice si stanno un po’ stufando
e si sono messe a giocare a tria, ma adesso
vi raccontano qualcosa anche loro. Jane non
ha celebrato il Natale perché la sua
religione è diversa: lei appartiene alla
Chiesa di Cristo e non celebra né Natale,
né Pasqua; i fedeli si augurano solo
Buon Anno. La sua chiesa si trova vicino a a
Mansué e a Noale, cittadine della provincia
di Treviso e di Venezia. In chiesa lei ascolta
le parole del Ministro che indossa un abito
particolare di colore grigio scuro. La predica
dura un’ora e nessuno può fargli
delle domande, bisogna solo ascoltare.
Adesso, cari nonni, l’ora è passata
e dobbiamo andare a casa.
Vi mandiamo tanti saluti e baci e speriamo di
ricevere una vostra risposta.
Ciao
Paola, Solange, Samira, Angelica, Alice, Jane,
Cristiana |