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momenti di
vita all'interno
della nostra classe
Un
prof. a sangue freddo
La prima
volta che abbiamo avuto supplenza con il prof. Paolillo
e abbiamo fatto inglese, non capivo a chi facesse lezione
perché una o due persone lo ascoltavano e gli
altri facevano rumore e giocavano con la gomma.
- Tira qua, ma attento alla finestra. Passa, arriva,
oh, nooo! La finestra era aperta!
E’ già tanto che le lampade non siano cadute
per colpa di tutti i fazzoletti lanciati per aria e
non volavano solo fazzoletti, ma anche brutte parole.
E il prof. Paolillo, cosa faceva in mezzo a tutto questo?
Ripeteva il present simple del verbo essere.
Un bel sangue freddo, quel prof.!
Neanche un terremoto lo avrebbe spaventato!
Durante la lezione di Italiano, mentre stavamo leggendo
un racconto giallo, la nostra prof., per farci capire
bene gli avvenimenti, ha assegnato ad alcuni alunni
dei personaggi da interpretare.
La parte dell’amante è toccata a Francesco
e la parte della moglie a Martina.
A sentire i loro nomi, i due hanno cominciato ad arrossire
e ad obiettare.
- Eh, ma prof., perché proprio noi?!
Ma intanto nella classe giravano risolini e urletti
da tutte le parti. C’era un’atmosfera vivace
perché né Francesco né Martina
volevano interpretare quei ruoli. Poi è entrato
in scena anche Bogdan, che era il “marito”
di Martina e, siccome il personaggio impersonato da
Francesco nel racconto lo uccideva, Bogdan gli lanciava
strani sguardi e gli diceva:
- Eh, Francesco, mi hai ucciso e vuoi rubarmi anche
la moglie? Stai attento, un giorno te la farò
pagare!
Quella lettura è stata molto divertente: in quel
modo siamo anche riusciti a capire bene la vicenda.
E’ sabato. Mancano dieci minuti al suono della
campanella e in classe c’è la prof. Arno.
Ad uno ad uno, senza dare tanto nell’occhio, cominciamo
a mettere gli astucci in cartella, mentre la prof. continua
a spiegare.
Poi assegna i compiti. Ma come facciamo a scriverli
se le penne sono sepolte sotto quintali di libri?
Incomincia la caccia ad una matita ancora in libertà.
Bruno, l’intelligentone della classe, è
sempre l’ultimo a posare l’astuccio in cartella,
perciò tutta la mandria si tuffa verso di lui
per chiedergli 18 matite.
Lui a queste incursioni è super preparato ed
infatti nel suo astuccio custodisce una scorta di venti
matite.
Ma il momento più simpatico della lezione è
quando Daniela, con il suo orologio svizzero, avvisa
l’intera classe di scalmanati che mancano 11 secondi
al suono più entusiasmante che orecchio umano
abbia mai sentito: la campanella.
Allora tutti noi cominciamo a ragliare:
- Meno 10, meno 9, meno 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, evviva!!!
E tutti si catapultano verso la porta nell’attesa
di uscire, mentre la prof, contenta di aver finito la
sua settimana lavorativa, sfinita, ci augura:
- Bene, ragazzi, ora potete andare. Buona domenica.
La lotteria
Il 22 dicembre 2009
c’è stata la lotteria di Natale.
Come primo premio c’era una macchina fotografica
digitale e come secondo e terzo premio c’erano
un MP3 e un casco.
I primi due premi li ha vinti la prof. Veronica, però
tutti si sono lamentati perché il gioco sembrava
truccato.
Allora la prof. ha rimesso in palio l’MP3. L’ha
vinto Matteo F., mentre la macchina fotografica è
stata messa a disposizione della scuola.
Tutti facevano proposte diverse a Matteo:
- Ti offro un libro e la sveglia per l’MP3!
- Io ti offro due euro più un asciugamano!
E per un’ora sempre così.
E’ stato bello perché tutti erano in tensione
e speravano di vincere qualcosa.
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