Disegni di Pamela Kozhuharova

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

noi siamo narratori

momenti di vita all'interno
della nostra classe

Un prof. a sangue freddo

La prima volta che abbiamo avuto supplenza con il prof. Paolillo e abbiamo fatto inglese, non capivo a chi facesse lezione perché una o due persone lo ascoltavano e gli altri facevano rumore e giocavano con la gomma.
- Tira qua, ma attento alla finestra. Passa, arriva, oh, nooo! La finestra era aperta!
E’ già tanto che le lampade non siano cadute per colpa di tutti i fazzoletti lanciati per aria e non volavano solo fazzoletti, ma anche brutte parole.
E il prof. Paolillo, cosa faceva in mezzo a tutto questo?
Ripeteva il present simple del verbo essere.
Un bel sangue freddo, quel prof.!
Neanche un terremoto lo avrebbe spaventato!


Durante la lezione di Italiano, mentre stavamo leggendo un racconto giallo, la nostra prof., per farci capire bene gli avvenimenti, ha assegnato ad alcuni alunni dei personaggi da interpretare.
La parte dell’amante è toccata a Francesco e la parte della moglie a Martina.
A sentire i loro nomi, i due hanno cominciato ad arrossire e ad obiettare.
- Eh, ma prof., perché proprio noi?!
Ma intanto nella classe giravano risolini e urletti da tutte le parti. C’era un’atmosfera vivace perché né Francesco né Martina volevano interpretare quei ruoli. Poi è entrato in scena anche Bogdan, che era il “marito” di Martina e, siccome il personaggio impersonato da Francesco nel racconto lo uccideva, Bogdan gli lanciava strani sguardi e gli diceva:
- Eh, Francesco, mi hai ucciso e vuoi rubarmi anche la moglie? Stai attento, un giorno te la farò pagare!
Quella lettura è stata molto divertente: in quel modo siamo anche riusciti a capire bene la vicenda.


E’ sabato. Mancano dieci minuti al suono della campanella e in classe c’è la prof. Arno.
Ad uno ad uno, senza dare tanto nell’occhio, cominciamo a mettere gli astucci in cartella, mentre la prof. continua a spiegare.
Poi assegna i compiti. Ma come facciamo a scriverli se le penne sono sepolte sotto quintali di libri?
Incomincia la caccia ad una matita ancora in libertà.
Bruno, l’intelligentone della classe, è sempre l’ultimo a posare l’astuccio in cartella, perciò tutta la mandria si tuffa verso di lui per chiedergli 18 matite.
Lui a queste incursioni è super preparato ed infatti nel suo astuccio custodisce una scorta di venti matite.
Ma il momento più simpatico della lezione è quando Daniela, con il suo orologio svizzero, avvisa l’intera classe di scalmanati che mancano 11 secondi al suono più entusiasmante che orecchio umano abbia mai sentito: la campanella.
Allora tutti noi cominciamo a ragliare:
- Meno 10, meno 9, meno 8, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1, evviva!!!
E tutti si catapultano verso la porta nell’attesa di uscire, mentre la prof, contenta di aver finito la sua settimana lavorativa, sfinita, ci augura:
- Bene, ragazzi, ora potete andare. Buona domenica.

La lotteria

Il 22 dicembre 2009 c’è stata la lotteria di Natale.
Come primo premio c’era una macchina fotografica digitale e come secondo e terzo premio c’erano un MP3 e un casco.
I primi due premi li ha vinti la prof. Veronica, però tutti si sono lamentati perché il gioco sembrava truccato.
Allora la prof. ha rimesso in palio l’MP3. L’ha vinto Matteo F., mentre la macchina fotografica è stata messa a disposizione della scuola.
Tutti facevano proposte diverse a Matteo:
- Ti offro un libro e la sveglia per l’MP3!
- Io ti offro due euro più un asciugamano!
E per un’ora sempre così.
E’ stato bello perché tutti erano in tensione e speravano di vincere qualcosa.