noi siamo poeti - 25 aprile

LE VIOLENZE DI UN FASCISTA

Un uomo, una grande crudeltà:
chi come lui non pensava, come te, subiva.

Il fascismo era brutta cosa, ma non capivi:
punivi, punivi, chi come te non pensava;
una frustata a chi non credeva
e l'olio di ricino a chi non combatteva...
E' vita questa? E' un uomo questo?

No, una bestia,un animale,
con la crudeltà nel cuore...
un incubo trasformato in ricordo per le                                                           madri
che hanno portato questo dolore
nel cuore e un crudele rumore:
sciak, sciak, la sorda frusta che picchiava
e il terribile odore della paura
che allora dilagava
che ancora dilaga negli incubi di tante                                                       persone.

Martina Castellan (classe III B)