riflessioni
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libri in viaggio
Patrizia Rossi
"Mi chiamo Druw"
Questo libro parla di un alieno “dimenticato“
sulla Terra durante una gita.
Druw, il protagonista, viene da un pianeta lontano chiamato
Dywxrhjkung ed ha 49 anni, solo che, avendo assunto
una forma terrestre, ne dimostra solo tredici. Quando
viene trovato è trasferito in un orfanotrofio
dove viene subito adottato da una ricca famiglia.
In seguito, dopo varie peripezie, e dopo aver cambiato
tre - quattro volte famiglia, scopre che un suo amico
conosciuto all’ orfanotrofio è un alieno
come lui. Lo scopre proprio quando è capitato
in un nuclo familiare in cui genitori hanno la sua stessa
origine extraterrestre e i figli fino a quel momento
non sapevano di essere degli alieni.
Alla fine Druw parte per il pianeta d’ origine
insieme agli altri membri della famiglia.
Il libro finisce con Druw che, insieme agli altri, cade
in un bel sonno ristoratore.
Il finale secondo me è insoddisfacente
perché dà troppe poche informazioni sulla
fine della vicenda; per esempio molti libri, come la
saga di Harry Potter, finiscono del tutto e lasciano
poco spazio alla continuità, ed a me piacciono
di più i finali completi.
Di finali potevano essercene molti, tipo: Druw si addormenta,
però poi si sveglia sul suo pianeta, dal nome
impronunciabile, insieme agli amici; oppure Druw torna
a casa, ma, essendo abituato alla Terra, ci ritorna
assieme all’amico Tommaso e ogni tanto fanno una
visitina al loro pianeta natale.
Il libro è molto divertente e avvincente, si
legge in un boccone ed è perfetto per gli amanti
del fantasy, qualsiasi età abbia il lettore.
Non ci sono figure, e questo lascia molta libertà
di immaginare le persone e devo dire che la scelta mi
è piaciuto molto.
Spero di leggere altri libri come questo, in un futuro
non troppo lontano.
Alessandro Minca
Classe Seconda B
Febbraio 2010
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