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riflessioni - su quanto vissuto
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Gemellaggio
a Cinquefrondi
(26 aprile - 1° maggio 2010)
PRIMA DELLA
PARTENZA
- Ero l’unico della mia classe,
solo e soletto, ma sapevo che non mi sarei annoiato
perché c’erano altri miei amici e poi sapevo
che avrei fatto nuove amicizie e quindi, anche se ero
un po’ preoccupato, sono partito.
Non sapevo cosa avrei trovato, ma ero fiducioso, mi
fidavo delle mie prof.
- Prima di partire per la Calabria, avevo un po’
di paura, perché non sapevo in che famiglia sarei
capitato e non conoscevo nessuno.
- Le mie aspettative erano di ricevere una grande accoglienza
a scuola e di fare amicizia con nuove persone.
- La sera prima della partenza ero ansioso
e non vedevo l’ora di arrivare a Cinquefrondi
per vedere come era Antonio. Magari in tutto quel tempo
che non ci eravamo visti forse era cambiato, cresciuto
in altezza, forse non era più simpatico come
quando era venuto da me, non lo so, so solo che l’avrei
visto l’indomani e che mi aspettava un viaggio
lunghissimo di 16 ore.
Il lunedì, alle tre di mattina, mi sono svegliato
per prepararmi; io ho fatto colazione con il papà,
mentre la mamma sistemava le ultime cose nello zaino.
Alle quattro meno un quarto eravamo alla scuola media
tutti pronti per salire in corriera; i due autisti stavano
sistemando le valigie nel bagagliaio.
- Prima di partire ero agitato perché pensavo
che andasse tutto male e immaginavo che non mi sarei
divertito, invece mi sono divertito tanto.
- Mi ero fatto un’idea molto bella delle persone
che avrei trovato e anche della famiglia in cui sarei
stato ospitato e alla fine ne ho avuto la conferma.
- Poche ore prima della partenza ero dispiaciuto al
pensiero di lasciare la famiglia per sei giorni, ma
altrettanto felice perché sarei andato a scoprire
nuovi luoghi e tradizioni. Non mi sono molto preoccupato
di pensare alla famiglia in cui sarei stato ospitato
perché ero sicuro che mi avrebbero accolto con
gentilezza e amore.
- Non mi aspettavo fosse così bello. Soprattutto
non mi aspettavo tanta confidenza e amicizia da parte
dei ragazzi di Cinquefrondi, che mi hanno accolto con
molta gentilezza. Non mi aspettavo tanta libertà
e gentilezza da parte delle prof., che ci hanno lasciato
del tempo libero e non ci hanno fatto visitare solo
musei e chiese.
- Non vedevo l’ora di partire. Era un’emozione
incredibile attraversare l’Italia. Me lo sognavo,
il viaggio, e da quando ho sentito che c’era una
possibilità, mi sono subito iscritto al corso
di balli friulani.
-
Mi immaginavo la Calabria e, quando l’ho vista,
mi sono detto: “Era come me l’ero immaginata”.
IL
VIAGGIO
- Il viaggio è stato molto bello: in pullman
mi sono seduto in fondo e ho parlato e giocato tanto
con i miei amici.
- Alle quattro e dieci siamo partiti dalla scuola e
in tutto il viaggio abbiamo fatto cinque fermate: quella
che mi è piaciuta di più è stata
quella a Roma.
- Ero eccitatissima per il viaggio, infatti non ho mai
dormito.
- Io mi divertivo a fare le foto a quelli che dormivano…
poi gliele facevo vedere e ci mettevamo a ridere.
L’ACCOGLIENZA
ALL’ARRIVO
- Dopo lunghe ore di viaggio, finalmente siamo arrivati.
Ci hanno accolto con delle danze tipiche, poi subito
si sono fatte avanti le famiglie. Mamma Maria mi ha
preso la valigia, dimenticandosi del pacco dono e mi
ha portato nella casa subito lì vicino.
- Quando siamo arrivati, la paura mi è passata:
da quel momento ho capito che non bisognava temere perché
era gente che ti metteva a tuo agio.
- Appena arrivati, ci hanno accolto nel cortile della
scuola, dove alcuni ragazzi hanno ballato la tarantella.
Dopo il ballo, la professoressa Zangari ci ha parlato
di ciò che avremmo fatto durante la settimana.
- Al nostro arrivo ci hanno accolto molto bene: hanno
ballato la tarantella e dopo ci hanno presentato e affidato
alle famiglie.
- L’accoglienza che abbiamo ricevuto è
stata fantastica: i ragazzi della scuola ci hanno fatto
vedere il ballo tipico della regione che è la
tarantella, ma la cosa che mi ha colpito di più
di questo ballo è stata la musica.
- Alle 21.00 siamo finalmente arrivati a Cinquefrondi;
i ragazzi che ospitavano erano lì a scuola dalle
quattro del pomeriggio. Al nostro arrivo sono stati
molto accoglienti: avevano preparato un balletto tipico:
la tarantella; erano proprio bravi, ma la cosa che mi
è piaciuta di più è stato il concerto
con il flauto e i canti che hanno fatto il giorno dopo.
- Quando siamo arrivati ero stanchissima, ma l’allegria
dei ragazzi di Cinquefrondi mi ha risvegliato. Hanno
ballato la tarantella, invitandoci a ballarla e, dopo
il saluto della vicepreside, ognuno è andato
nella famiglia che lo ospitava.
- Una volta arrivato, mi sentivo un po’ spaesato
a causa della troppa gente mai vista, che accorreva
per darci il benvenuto, che poi è stato accompagnato
dalla tarantella.
- Quello che mi è piaciuto più di tutto
è stata l’accoglienza che ci hanno fatto
al nostro arrivo.
- Appena arrivati a Cinquefrondi, dopo il lungo viaggio,
siamo scesi dal pullman ed eravamo un po’ imbarazzati
perché gli occhi dell’intera scuola erano
puntati su di noi. I ragazzi hanno ballato la tarantella
e poi ognuno è andato a casa con la propria famiglia
ospitante. Pur essendo abituata alle uscite scout, avevo
comunque paura perché non conoscevo nessuno ed
ero lontano da casa.
LE
ATTIVITA’ ORGANIZZATE A SCUOLA
- Per noi, i ragazzi di Cinquefrondi hanno suonato e
cantato delle canzoni, tutte basate sull’amicizia;
alcuni ragazzi di Valvasone hanno contraccambiato con
dei balli tradizionali friulani, altri hanno presentato
le danze, spiegandone l’origine e il significato.
Dopo, i ragazzi calabresi hanno ballato la tarantella,
coinvolgendo anche i professori e il gruppo dei ragazzi
friulani.
- Il concerto organizzato per noi a scuola è
stato bellissimo.
- I ragazzi di Cinquefrondi hanno ballato la tarantella
invitando anche noi a ballarla. In questo modo ho imparato
la tarantella!
- Alla mattina siamo andati a scuola e i ragazzi della
Calabria hanno fatto un concerto e hanno recitato delle
poesie in calabrese; noi abbiamo fatto i balli tipici
friulani.
LE NUOVE PROVE E AVVENTURE
- Quando ho saputo che avrei dovuto leggere le introduzioni
dei balli, mi stavo per sparare, per il resto posso
dire che non ho avuto problemi.
- Pur essendo abituata con le uscite scout, avevo un
po’ di paura, perché non conoscevo nessuno
ed eravamo molto lontani da casa.
- Per me era un po’ difficile comunicare con i
genitori di Maria Catena perché sono una persona
introversa, ma poi ho scoperto di non dovermi preoccupare
e per questo ho iniziato a parlare con più disinvoltura.
- La sera prima di partire ho cantato e ballato e ne
sono fiero.
- A Tropea ci hanno lasciato un po’ di libertà
e ci siamo divisi in gruppetti. Io ero con Michele e
altri quattro ragazzi di Cinquefrondi e siamo andati
a fare una passeggiata sulla spiaggia. Io ero vicino
all’acqua e quell’ intelligentone di Michele
mi ha spinto in acqua e mi sono bagnato fino al ginocchio.
Allora, dato che ero già bagnato, mi sono tolto
la maglia e mi sono fatto una nuotata, ma la maglia
mi si era impigliata nelle scarpe e pure quella si è
inzuppata. Non potevo salire in pullman così,
allora abbiamo cercato un negozio dove ho comperato
un paio di pantaloni. Sono andato a cambiarmi in un
vicolo. Michele faceva da palo, ma, invece di avvisarmi
che stava per passare una signora, si è messo
a ridere e la signora mi ha visto in mutande. In quel
momento avrei strangolato Michele con estremo piacere.
Quando arrivammo in pullman finimmo tutti in castigo.
LA
FAMIGLIA E LE ABITUDINI
- Quando sono arrivato a casa di Vincenzo, mi hanno
accolto bene. Io ero un po’ agitato perché
non conoscevo bene Vincenzo, però sua sorella
e sua mamma le conoscevo un po’ di più
perché l’anno scorso avevo ospitato la
sorella di Vincenzo. La sua famiglia era vivace; suo
papà era simpatico e sua mamma era molto disponibile,
come la sorella e come Vincenzo stesso.
- Il ragazzo che mi ha ospitato si chiama Domenico.
L’accoglienza che hanno dato a me e a mia madre
è stata molto calorosa; ci hanno dato molte cose
buone da mangiare e appena arrivati ci hanno detto di
fare come se fossimo a casa nostra.
- A casa di Antonio mi hanno fatto sentire come se fossi
a casa mia, anche se a me non piaceva tanto perché
non era casa mia e non potevo fare quello che volevo.
- A cena mangiano molto tardi, verso le nove e mezza,
mangiano tanto fritto. Una loro specialità sono
le zeppole, pasta di pane fritta con il ripieno di nduja.
- I suoi genitori erano simpatici e allegri, per questo
sono stata molto contenta di essere stata accolta da
quella famiglia.
- Nella famiglia mi sono trovata bene, perché
erano ospitali e mi hanno dato tutto ciò di cui
avevo bisogno ed anche di più.
- Il mio “fratellino” era un ragazzo ottimo:
ancora oggi ci massaggiamo con il cellulare. La famiglia
che mi ospitava era bravissima, mi trattavano come se
fossi loro figlio.
- La cucina calabrese è migliore della nostra:
usano tanto peperoncino piccante e bevono tanto vino.
- La famiglia mi ha accolto subito con felicità
e mi ha portato nella sua casa, un posto tranquillo
dove, finita la cena, mi ha mostrato la camera dove
dovevo passare la notte. I muri della stanza erano azzurri,
ricoperti da poster di attori famosi e cantanti, dai
venti a, forse, i trent’anni, tutti a torso nudo
o con i capelli al vento! Non ero abituata, anche perché,
con due fratelli maschi, sarebbe preoccupante se loro
avessero poster con Orlando Bloom a torso nudo in camera!
- Antonio è un ragazzo dai capelli neri e dagli
occhi scuri, media statura, simpatico, vivace, con una
gran voglia di stare all’aperto e non chiuso in
casa.
- In famiglia mi sono trovata molto bene perché
erano ospitali e mi hanno dato tutto ciò di cui
avevo bisogno e anche di più. I ragazzi hanno
cercato di costruire un rapporto che spero non finisca
più.
- Ettore è un ragazzo vivace, disponibile e dolce,
ma ha due sorelle, per cui non ce la fa più e
quando ci sono ospiti maschi è contentissimo
perché può esprimersi, confrontarsi e
giocare. Tutte le sere Ettore veniva a trovarci in camera
e ci diceva:
“Se avete sete, andate giù e bevete dal
rubinetto, invece se avete mal di pancia o mal di testa,
suonate l’allarme.” Noi gli rispondevamo:
“Ok, grazie, ci vediamo domani.”
Dopo cinque minuti che se n’era andato, tornava
su e ci diceva:
“Avete capito?”
E noi gli rispondevamo: “Sì”.
E lui: "Comunque, anche se avete capito, ve lo
ripeto lo stesso: se avete sete, andate giù e
bevete dal rubinetto, invece se avete mal di pancia
o mal di testa, suonate l’allarme, ma ricordatevi
di non suonarlo per stupidaggini."
E noi: “Sì, ok, comunque non serve che
vieni su un’altra volta, perché abbiamo
capito”.
Dopo cinque minuti che se n’era andato, io ho
detto: “Credo che questa volta non venga più.”
Neanche finito di dirlo, è arrivato e ci ha detto:
"Per sicurezza, ve lo ripeto per l’ultima
volta: se avete sete, andate giù e bevete dal
rubinetto, invece se avete mal di pancia o mal di testa,
suonate l’allarme.”
E poi, per fortuna, non è più ritornato.
- Ettore sa tutto sui Santi (ha una collezione di 700
santini) e lo chiamano “Pantaleone” perché
è il nome di uno dei suoi Santi preferiti. Ha
anche cinque statue della Madonna, da 70 euro l’una,
a cui cuce anche i vestiti.
LUOGHI,
PAESAGGI, FESTE
- Il pomeriggio del primo giorno in Calabria siamo andati
tutti assieme a Seminara, a vedere la produzione di
ceramiche.
- Abbiamo visitato molti luoghi nei giorni di permanenza
in Calabria. A me quello che è piaciuto di più
è stato il Museo delle armi, perché a
me piacciono le armi. Hanno ricostruito dentro il museo
una trincea della prima guerra mondiale. C’era
anche il rumore assordante delle bombe: era bellissimo.
- Il paesaggio della Calabria è molto diverso
da quello del Friuli perché da loro c’è
più montagna e ci sono uliveti e aranceti. Molti
aranceti avevano ancora le arance sui rami perché
non valeva la pena di raccoglierle perché le
pagavano 5 centesimi al chilo.
- Il paesaggio più bello è stato il mare:
aveva l’acqua limpidissima, quasi trasparente.
- Abbiamo fatto dei viaggi bellissimi. Mi è piaciuta
soprattutto Tropea, anche se non siamo riusciti a vedere
quasi niente, perché è venuto brutto tempo;
abbiamo visto però il mare e l’acqua era
limpida, si riusciva a vedere il fondo.
- Il mercato di Catania è molto diverso dal nostro;
hanno tanti prodotti tipici, ci sono bancarelle solo
per il peperoncino e l’aglio. C’era anche
cattivo odore vicino ai banconi del pesce, perché
non c’erano tanti frigo, era tutto al sole.
- Abbiamo visto meravigliosi paesaggi andando in Sicilia
. Si vedeva il contrasto blu del mare, con quello verde
della montagna. Abbiamo visitato bellissime città
come Pizzo calabro, Taormina, Squillace, Seminara. Abbiamo
visitato anche Tropea, dove avremmo potuto fare il bagno,
ma siccome il tempo non era dei migliori abbiamo dovuto
rinunciare. In compenso abbiamo potuto girare per Tropea
da soli e ci siamo presi anche la pioggia, ma è
stato molto divertente.
- Cinquefrondi… quello sì che era un bel
paese: c’era un bellissimo parco giochi.
- Il traghetto era a quattro piani: tre per il parcheggio
dei veicoli e uno dove si poteva mangiare e andare in
bagno. A prua il vento soffiava forte ed era come essere
Rose e Jack nel film Titanic con il vento tra i capelli.
- Catania è una città molto affollata
e grande. Appena scesi dalla corriera ci hanno assalito
due marocchini, con le loro cose “made in China”.
Tutti i maschi allora lì, uno sopra l’altro
a spingersi per comperare i portachiavi con la scossetta!
Noi femmine invece, con le nostre amiche, dai venditori
non abbiamo comperato un bel niente, eravamo più
attirate dai negozi di souvenir, prese tra le tremila
cartoline da spedire.
- A seguirci come avvoltoi c’erano i venditori
che ad un compagno hanno rubato venti euro!
- A Catania, dove ci ha accolto una guida che spiegava
con le barzellette, siamo andati a visitare il grandissimo
e bellissimo duomo. Bisogna dire che lì ci sono
“ladri di tasche”; c’erano mille marocchini
che giravano intorno a noi, che vendevano palloncini
antistress, infatti a uno hanno rubato venti euro.
- Per arrivare in Sicilia abbiamo preso il traghetto
e per la traversata abbiamo impiegato venti minuti.
Arrivati a Catania siamo entrati nel parco e dei venditori
ci assalivano come quando i calciatori corrono dopo
una partita importante e i fotografi dietro.
Un signore anziano che era la nostra guida ci ha fatto
divertire un sacco dicendo delle frasi senza senso,
come “state zitti quando parlate” o dicendo
“IPI, IPI”, ogni volta che cambiava argomento.
- Siamo passati per un mercato che si trovava in una
stradina con negozi da entrambe le parti, sembrava quasi
un Suq.
- Il giorno che ho preferito è stato venerdì,
perché i ragazzi di Cinquefrondi hanno organizzato
una festa per i ragazzi di Valvasone. Appena entrati,
ognuno di noi ha scelto il posto in cui mangiare. Io
mi sono seduto vicino a Davide e Enrico. Da mangiare
c’erano tante cose buone: la pizza, che è
il mio cibo preferito, gli arancini, panini con il prosciutto
e il salame. Quando tutti avevano finito di mangiare
è arrivato il dolce e io ne ho mangiato tantissimo.
Dopo siamo andati a fare il trenino e per me è
stato molto emozionante perché era un treno di
tutte le persone che erano lì dentro.
- Penso che Taormina sia la città più
bella vista in tutta la gita. Aveva negozi di tutti
i tipi, di vestiti, di scarpe, di souvenir, di ceramiche.
- A Taormina, al di sotto di una terrazza molto grande,
c’era un bellissimo mare.
- Abbiamo attraversato lo Stretto di Messina con il
traghetto: è stata una bella esperienza. Abbiamo
continuato con la corriera fino a Catania, dove c’era
una guida molto simpatica.
VALUTAZIONE
DELL’ESPERIENZA
- Questa per me è stata un’esperienza bella,
che ti cambia la vita. La consiglierei a tutti, perché
è una cosa che ti segna.
- Io ho avuto modo di fare amicizie con i ragazzi calabresi,
ma anche con i compagni di Valvasone, che conoscevo,
ma con i quali non avevo alcun legame
- Questa esperienza è molto importante secondo
me, perché si fanno nuove amicizie e si conoscono
nuove persone e anche perché si ha la possibilità
di visitare posti nuovi.
- L’esperienza che ho fatto è stata bella;
io la proporrei ad altri perché ci si diverte
un mondo e si impara anche a stare con la gente.
- A Cinquefrondi io ho stretto molte amicizie, soprattutto
con Domenico che mi ospitava, ma anche con tanti altri.
La caratteristica di ognuno di loro è la simpatia
e la generosità. Questa esperienza la consiglierei
a tutti, perché si possono visitare posti stupendi,
fare nuove amicizie e conoscere la regione in modo bello
e divertente. Insomma, questa esperienza è unica.
- Questa esperienza la consiglierei a tutti i ragazzi
perché è bellissima e si fanno molte amicizie.
Una cosa che suggerirei è più libertà
al pomeriggio, così si può stare di più
con i ragazzi della Calabria.
- In Calabria ho stretto molte amicizie, soprattutto
con il ragazzo che mi ospitava. E’ stata molto
dura lasciarci perché ci divertivamo un mondo
insieme, giocando, ascoltando musica e facendo battute.
- Sono stata felice e stupita da questa gita, che pensavo
fosse come tutte le altre, con visite a musei e chiese.
L’esperienza è stata magnifica e la consiglierei
a chiunque perché, innanzitutto si va lontano
da casa, i ragazzi sono simpaticissimi e perché
si inizia a familiarizzare e a conoscere culture diverse.
Se dovessi organizzare la permanenza degli ospiti, li
farei divertire, rimanere più giorni e più
tempo con la famiglia.
I giorni vissuti in Calabria sono stati magnifici e
li scrivo qua proprio per non dimenticarli!
- A Cinquefrondi è stato bellissimo. Prima di
partire non mi aspettavo fosse così bello, non
mi aspettavo neanche tanta amicizia e confidenza da
parte dei ragazzi che mi hanno accolto con molta gentilezza.
Non mi aspettavo di fare amicizia subito, invece, oltre
a farla con i ragazzi della famiglia che mi ospitava,
l’ho fatta anche con gli altri. Non mi aspettavo
tanta gentilezza e libertà da parte delle prof.
che ci hanno lasciato del tempo libero e non ci hanno
fatto visitare solo musei e chiese, come avevo pensato.
- Mi sono divertita molto, anche se il tempo passato
con gli amici di Cinquefrondi è stato poco. Nonostante
questo ci siamo affezionati moltissimo a loro e non
saranno i chilometri di distanza tra i due paesi a dividere
la nostra amicizia.
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