I preparativi:  
- viaggio del maggio 2002
- attività e visite:
a Cinquefrondi maggio 2002
- riflessioni degli alunni
che parteciperanno
al gemellaggio
- preparazione
della maglietta
- la cucina friulana - 1 
- la cucina friulana - 2


riflessioni - su quanto vissuto

Riflessioni successive al viaggio a Cinquefrondi 
02-08 maggio 2002

- la sera dell'arrivo
- la mostra allestita a scuola         
      

Il soggiorno in Calabria ti ha dato l'opportunità di conoscere un ambiente diverso da quello a te abituale.
Ricorda i momenti trascorsi assieme alla Comunità di Cinquefrondi e poi esponi brevemente le tue impressioni, i tuoi sentimenti, le tue emozioni.

      La sera dell’arrivo a Cinquefrondi abbiamo notato che quasi tutto il paese attendeva la nostra venuta, infatti tutta le gente si affacciava alle finestre per vederci.
Quando il pullman ci ha portato davanti alla Scuola Media, la tensione ha incominciato a crescere e avevamo paura di scendere e di affrontare le famiglie che ci ospitavano. Scendendo dalla corriera ho pensato “ma chi me l’ha fatto fare?” ed ognuno si è diretto a cercare i genitori ospitanti.
Avevamo paura di affrontare una situazione nuova, di trovarci da soli davanti a degli estranei, ma nello stesso tempo eravamo ansiosi di conoscere i nostri futuri amici.
Dopo mezz’ora dall’arrivo ci siamo avviati verso casa e per strada ci chiedevamo come sarebbero state la casa e la camera, dove avremmo dormito, cosa avremmo mangiato, però, dopo il primo impatto, ci siamo sentiti a nostro agio.
Dopo aver dormito come ghiri, ci siamo diretti, alle 9.00, a scuola, dove abbiamo incontrato di nuovo tutti i nostri amici e ci siamo reciprocamente raccontati le prime impressioni.
A scuola siamo stati accolti calorosamente e la preside e le insegnanti, dopo averci presentato il ricettario ed averci dato il benvenuto, ci hanno offerto dolci tipici calabresi come le “nacatole”, che ci sono sembrate davvero squisite. Una prof. ci ha letto una poesia in dialetto locale e nessuno di noi ha capito niente.

@ All’arrivo a Cinquefrondi, siamo andati a scuola ed io mi sentivo un po’ a disagio perché non sapevo come sarebbe stata la mia famiglia ospitante. Quando la vicepreside e la vicesindaco ci hanno parlato mi sono rilassata perché mi sembrava che fossero molto accoglienti. Ma la cosa più emozionante è stato il momento preciso in cui siamo arrivati: tutto il paese ci guardava come se fossimo stati dei divi.
Quando a scuola hanno presentato il ricettario ed hanno letto la poesia mi sono sentita come se fossi anch’io calabrese ed ho notato l’amore che provano per la loro terra.

@ A scuola, all’arrivo, mi sono sentito come un divo del cinema, perché, appena siamo entrati in paese, tutte le persone di Cinquefrondi hanno incominciato a ronzarci intorno. Per me è stata un’esperienza piacevole.

@ A scuola, all’arrivo, mi sono sentita osservata, spaesata, però benvoluta

@ A scuola, all’arrivo, alla presenza della vicepreside, della vicesindaco, degli alunni e dei genitori ospitanti ero emozionato perché non avevo mai visto quel posto e non conoscevo quasi nessuno. Ero anche felice perché quel giorno incominciava una settimana a debita distanza dai miei genitori. Durante la presentazione del ricettario con ricette tipiche calabresi e la lettura di una poesia in dialetto locale, mi sembrava di essere in un altro stato, perché sia le ricette che il dialetto erano completamente diversi dai nostri.

@ La sera prima della partenza per Cinquefrondi  sono stata assalita dalla cosiddetta “paura dell’ultimo minuto”. Erano le 10.30, quando scese la prima lacrima: come avrei fatto a separarmi dal mio cavallo, dalla mia mamma, dalla mia casa, dalla mia famiglia? Così non mi trattenei più e piansi; allora mia mamma incominciò a consolarmi dicendo che si trattava solo di una settimana e che non dovevo fare così. Vedendo che non riusciva a consolarmi incominciò a dirmi:”Vuoi che telefoni e dica che non vai? O che domani vada a riprendere la valigia?” Siccome non avevo il coraggio di rinunciare, le dissi: “Va bene mamma, ho deciso, vado”. Il viaggio è durato dalle quattro del mattino fino alle sette di sera. All’arrivo a scuola ho avuto paura di non trovare la ragazza che mi ospitava, poi mi sono ricordata che aveva ricevuto una mia foto, infatti mi è venuta incontro e non ho avuto più paura. Guardandomi attorno mi sono accorta che molte delle persone presenti le avevo conosciute l’anno scorso e mi sono abbracciata con molti. Ci hanno accompagnato in aula magna e ci hanno assegnato alle famiglie, dopo alcuni lunghi discorsi di presentazione della vicepreside e della vicesindaco.

@ a scuola, durante la presentazione della mostra di tessuti ricamati a mano, abbiamo potuto notare che erano molto organizzati , infatti ci avevano diviso in vari gruppi per permettere a tutti di osservare meglio i lavori. I ricami erano realizzati a uncinetto, punto raso, punto croce, a chiacchierino, a intarsio e in tanti altri modi. I lavori denotavano molta fantasia e molta cura. Dopo aver visto questa bellissima mostra abbiamo capito quanto possano essere diverse anche piccole cose da regione a regione.

@ Sinceramente, i tessuti ricamati a mano a me non è che siano piaciuti molto, anche perché non mi interessavano. Ho osservato però dei quadri - ricamo su stoffa - che mi sono piaciuti molto.

@ Non ho trovato molta differenza tra i nostri ed i loro lavori, ma potrei anche sbagliarmi, non conoscendo niente di cucito e ricamo.

@ Anche se non ho trovato interessante la mostra dei tessuti, ho apprezzato lo stesso la dedizione e la passione per quei lavori eseguiti con la massima cura dalle donne calabresi di una certa età.

 

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