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al viaggio a Cinquefrondi
02-08 maggio
2002 - (continuazione)
- Famiglia
- Gesti di accoglienza
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Il soggiorno in
Calabria ti ha dato l'opportunità di conoscere
un ambiente diverso da quello a te abituale.
Ricorda i momenti trascorsi assieme alla Comunità di
Cinquefrondi e poi esponi brevemente le tue impressioni,
i tuoi sentimenti, le tue emozioni.
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Nella famiglia dove X è stato ospitato,
i genitori erano molto affettuosi con i due figli e
ad essi veniva lasciata molta autonomia, infatti potevano
uscire quando volevano e stare svegli fino a tardi.
Inoltre i genitori erano buoni con loro: non li sgridavano
quando combinavano qualcosa, ma li facevano ragionare
su quanto avevano combinato.
Nella famiglia in cui è stato ospitato Y, le persone
si scambiavano l’affetto abbracciandosi, perdonandosi,
discutendo tra di loro su come si possono migliorare
i rapporti.
Nella famiglia che ha ospitato Z i familiari si volevano
bene, anche se capitava qualche litigio che si rimediava
subito. Tra di loro forse c’era poco dialogo, ma c’erano
dei momenti in cui si capiva che l’affetto lo trasmettevano
con lo sguardo.
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Nella famiglia in cui ero ospitata il genitori erano
molto gentili con i figli e non li sgridavano mai. Andavano
molto d’accordo. I figli potevano fare quello che volevano
ed erano molto autonomi: uscivano al pomeriggio presto
e tornavano alla sera tardi
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Tra genitori e figli c’è un rapporto di amicizia, per
esempio il ragazzo che mi ospitava scherzava e giocava
sempre con suo padre.
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Tra genitori e figli ho notato una grande unione, ma
anche un fortissimo rispetto. La famiglia in cui ero
ospitata era molto unita, lo si notava spesso a tavola,
nonostante le svariate litigate tra i figli.
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Il ragazzo che mi ospitava senza genitori non potrebbe
neanche vivere, perché totalmente dipendente dai suoi.
Sua madre gli preparava i vestiti da indossare e poi
gli lasciava fare tutto quello che voleva. Mi ha stupito
che, per “bullarsi” andava sempre a dormire tardi e
alla mattina faceva una fatica incredibile ad alzarsi.
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I membri della famiglia in cui ero ospitato erano molto
legati tra di loro, anche se la maggior parte del lavoro
domestico veniva svolto dalla madre, mentre il ragazzo
non faceva niente, oltre che giocare con la play station.
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Nella famiglia che mi ospitava il rapporto tra genitori
e figli era del tipo “io faccio e tu non puoi dirmi
niente” nel senso che la mamma lasciava che la figlia
facesse tutto ciò che voleva; se le diceva di no,
la ragazza la guardava male e lei cambiava subito idea.
La ragazza era autonoma, la mamma la lasciava tornare
a casa quando voleva, fidandosi molto di lei.
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Secondo me noi siamo un po’ più autonomi di loro e loro
sono più viziati di noi, almeno nel mio caso.
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Tra genitori e figli ho notato un rapporto più diretto
del nostro, si confidavano tutto e non ho mi visto la
madre ospitante alzare le mani sul figlio.
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Tutta la famiglia ci ha accolto con molto affetto e
sono stati tutti molto cordiali ed ospitali. I gesti
di accoglienza che ci hanno riservato sono stati l’abbondanza
di cibo, la camera accogliente, le cene con gli amici,
le passeggiate per far conoscere il paese e tanti regali.
Le gioie sono state molte, a partire dalle chiacchierate,
fino alle cene con gli amici. Le fatiche sono state
camminare tutto il giorno ed andare a dormire ogni sera
tardi, verso l’una di notte.
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Mi hanno accolto benissimo, facendomi sentire parte
della famiglia, importante, come se fossi a casa mia.
L’unico problema che ho avuto è stato quello legato
al cibo: tutto buonissimo, ma mi davano troppo da mangiare,
davvero non ce la facevo più.
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I gesti di accoglienza che mi sono stati riservati erano
veramente tanti: potevo mangiare cosa e quanto volevo,
se chiedevo qualcosa me la davano, erano veramente gentilissimi.
Le gioie legate all’accoglienza sono state tante, perché
io non muovevo un dito, facevano tutto loro e quindi
è stata una settimana di totale relax; l’unica cosa
che non mi è andata giù è che non abbiamo fatto il bagno.
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La famiglia, quando sono arrivata, mi ha subito accolto
ed accettato, la sorellina mi è subito saltata addosso
e abbiamo subito fatto amicizia, così come con la ragazza.
La famiglia aveva riservato per me il letto migliore,
tutte le cose migliori e i cibi migliori della loro
cucina.
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L’accoglienza che ci è stata riservata è stata molto
calorosa, hanno fatto di tutto per far diventare la
loro casa anche casa nostra e, per quel che mi riguarda,
ci sono perfettamente riusciti.
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Abbiamo notato che le famiglie calabresi hanno uno spirito
più accogliente del nostro, infatti, in confronto a
noi, danno tutto quello che hanno e fanno in modo che
la loro casa sia proprio come la nostra. In Friuli invece
le famiglie così ospitali sono molto rare perché noi
abbiamo un po’ di paura del prossimo e questo ci porta
ad essere freddi. Le famiglie dove siamo stati ospitati
erano persone davvero squisite, infatti appena arrivati
ci hanno accolto con entusiasmo e gioia. Ognuno è stato
portato nelle diverse famiglie dove ci sono state le
presentazioni di tutti i parenti con cui saremmo vissuti
per una settimana.
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Non sono riuscito a stabilire un rapporto sereno ed
amichevole con la famiglia che avrebbe dovuto ospitarmi.
Pur essendo persone molto gentili e premurose non sono
riuscito a sentirmi a mio agio neppure con il mio coetaneo.
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Mi sono un po’ arrabbiato quando non mi hanno lasciato
pagare la pizza ma mi offrivano sempre loro tutto e
poi insistevano sempre per farmi mangiare.
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