storia e storie della nostra scuola
viaggi di istruzione - cesclans 2009 - 29 settembre - 1 ottobre

“Caro Jacopo, durante questa settimana io e i miei compagni siamo stati due giorni e tre quarti (quasi tre interi, per capirci) in un villaggio scout dal nome “Cuel dal nibli”, facendo escursioni e camminate che ti farebbero rimanere senza fiato alla prima tappa, dato che non hai, come me, molta resistenza. Siamo partiti un po’ in ritardo perché un prof. aveva dimenticato un giubbino. Ci abbiamo messo due ore, ma verso la fine del viaggio ho visto montagne dalle forme stranissime: una sembrava la mano di un mostro, una assomigliava ad un panda addormentato di schiena e due erano uguali (non so se alla prof. Piacerà) a delle tette di taglie duemila!”

“Durante il viaggio ho ammirato molto il paesaggio, in particolare le montagne che erano molto alte, con vette che toccavano la punta del cielo. Quando sono arrivata al museo, mi sono domandata cosa avesse un mulino di tanto speciale, ma quando sono entrata nel museo sono rimasta a bocca aperta perché c’era un’intera “fabbrica del fabbro”. Ti domanderai cosa c'entri un mulino con il fabbro, ma c'entra, eccome. Infatti la forza del mulino aiuta il lavoro del fabbro, dà la forma al ferro e poi il fabbro lo lavora nei minimi particolari l’acqua e aiuta il lavoro del fabbro.”

“Dopo il pranzo siamo andati in una falegnameria in cui ci hanno fatto vedere come si trasportavano tanto tempo fa i tronchi tagliati nei boschi. Siamo entrati dentro e abbiamo visto le macchine con cui toglievano la corteccia degli alberi.”

“A Cesclans abbiamo fatto dei giochi: quello che ho preferito è quando una signora ci ha fatto mettere in coppia e dopo uno della coppia doveva chiudere gli occhi con una maschera e l’altro ad occhi aperti doveva scegliere un albero; poi, quello con la maschera, dopo averla tolta, doveva trovare l’albero. Io ho scelto Chiara perché Ilaria era in coppia con un’altra.”

“Durante il viaggio ho visto tante cose belle come fiumi, laghi, ponti, gallerie…. Appena arrivati sono andata nella casetta con Alessandra, Samiratou e Solange. Eravamo divisi tra maschi e femmine. Scaricati i bagagli, sono andata a curiosare dappertutto! C’erano aiuole con alberi di mele e le casette avevano nomi di piante, come Bucaneve, Ciclamino, ecc.”

“Vicino al punto in cui ci siamo fermati a mangiare c’erano delle arnie con una grande quantità di api. Mi sono avvicinata e la professoressa di francese mi ha sgridato: aveva paura che mi pungessero. Mentre le guardavo, ho visto un calabrone che cercava d’entrare per prendere del miele senza chiederlo.
C’era una collinetta e molti giocavano a rotolare giù per la discesa. Dietro la collina c’era un campo pieno di fieno e noi giocavamo a tirarcelo, alla fine avevo in testa più paglia che capelli.
Finito di mangiare, abbiamo camminato in un fitto bosco con davanti agli occhi uno specchio puntato verso l’alto che ci faceva vedere le chiome degli alberi ma non il terreno, così, ci sembrava di volare! Guido, invece di puntarlo verso l’alto, lo puntava verso il sedere delle ragazze! Siamo tornati al campo sfiniti e la sera dopo cena non avevamo più tanta voglia di muoverci e, dopo il falò, subito a nanna!”

“Le attività da me preferite sono state le scampagnate in montagna; anche se faticose, arrivare alla fine era un orgoglio per me, ma credo anche per gli altri.”

“Il 29 settembre siamo partiti per Cesclans; io ero felice di andare in gita, ma ero anche preoccupata: come saranno le casette, mi troverò bene là, riuscirò a mangiare tutto? […] Le casette erano meravigliose: erano fatte in legno, con tende alle finestre. Nella mia, la “Stella alpina”, c’era un piccolo tavolo, con due letti a castello. […] Io dormivo tranquilla con Chiara, Maurizia, Martina, ma la pace era destinata a finire, infatti è iniziato il baccano delle “pioniere della notte”, così chiamavo le abitanti del “Guscio di noce”! Il giorno seguente ci siamo avventurati nei boschi trovando funghi a volontà, un cranio di volpe … e tante altre cose.”

“Dal fabbro mi sono un po’ annoiata perché, era sì interessante, ma la guida usava parole troppo difficili da capire. […] Il gioco che abbiamo fatto nel prato era molto simile a quello del fazzoletto, solo che la guardia forestale, invece di chiamare i numeri, chiamava il nome della pianta che aveva dato ad ognuno di noi. […] Alla segheria abbiamo visto come funziona una teleferica. […] Il secondo giorno l’abbiamo passato nei boschi ad osservare piante, orme di animali, alberi, funghi e facendo giochi ed esperimenti: in particolare mi è piaciuto il gioco della sopravvivenza, in cui si fronteggiavano due gruppi, quello degli scoiattoli che dovevano nascondere le provviste per l’inverno e quello delle ghiandaie che cercavano di rubargliele.”

“A Cesclans mi è piaciuto molto quando, alla sera, i genitori che ci accompagnavano accendevano il fuoco e tutti cantavano. […] Siamo andati a Zuglio a visitare un museo, al pomeriggio a piedi fino alla chiesa di San Pietro. Poi siamo tornati a casa uffaaaaaaaaaaa!!!.”

“La guardia forestale il primo giorno ci ha portato a conoscere le piante. […] Siamo andati a vedere la segheria: abbiamo viste le teleferiche che trasportavano il legname e poi le macchine che lo tagliavano seguendo la linea tracciata dai laser puntati nel legno. […] Con le guardie forestali siamo andati a fare una passeggiata nel bosco e ci hanno insegnato i tipi di funghi e ci hanno detto che se noi facciamo rumore gli animali scappano, invece, se facciamo silenzio, abbiamo la possibilità di vederne qualcuno”

“Abbiamo fatto il gioco del fazzoletto, che è stato bellissimo: è stata la mia attività preferita. Però, invece del fazzoletto, avevamo in mano un pianta e la guardia forestale e la prof. dicevano il nome della pianta e noi dovevamo correre a prendere il fazzoletto che avevano in mano e tornare al posto.
[…] E’ arrivata l’ora di cenare, suonano le campane ed entriamo in mensa. Le nonne avevano cucinato la minestra con le patate, il polpettone di carne e le carote crude: una cosa speciale e infine abbiamo mangiato anche i dolci che hanno fatto le nostre mamme. […] Siamo andati a visitare la Pieve di San Pietro. Il Don ci ha fatto da guida e ci ha detto che una volta sono entrati i ladri e hanno rubato tutte le statue della Pieve, cioè 32 statue. Al di fuori della Pieve c’è anche il cimitero.
[…] Alle 17.00 siamo partiti e a me è dispiaciuto, perché è stata un’esperienza bellissima e la vorrei rifare sempre con le mie amiche.”

“A Cesclans abbiamo fatto dei giochi: quello che ho preferito è quando una signora, guardia forestale, ci ha fatto mettere in coppia. Uno dei due doveva chiudere gli occhi con una mascherina e l’altro ad occhi aperti doveva accompagnare il compagno vicino ad un albero e farglielo toccare. Poi, dopo essere stato portato un po’ distante, quello con la maschera la toglieva e doveva ritrovare l’albero.”

“Peccato che siano stati solo tre giorni, cara Giorgia, e guarda che questi giorni sono passati velocissimi. […] Dopo il pranzo siamo andati in una falegnameria dove ci hanno fatto vedere come si trasportava tanto tempo fa la legna tagliata nei boschi. Siamo entrati dentro e abbiamo visto le macchine con cui toglievano la corteccia agli alberi.”

“Il giorno seguente ci siamo avventurati nei boschi con il corpo forestale ed abbiamo imparato a rispettare la natura con dei bellissimi giochi. La sera eravamo stanchi morti e il corpo forestale ci ha raccomandato di andare a dormire presto perché il giorno dopo avremmo camminato ancora di più. Ed è stato proprio così! Infatti il giorno seguente, dopo aver visto a Zuglio il museo archeologico, siamo saliti fino alla chiesetta di San Pietro ed è stata durissima! Tutto sommato ci siamo divertiti moltissimo! Ciao. Mi dispiace che tu non sia potuta venire.”

“Il secondo giorno ci siamo svegliati alle sette, ma non eravamo per niente riposati! La colazione era alle sette e mezza, poi tutti a prepararsi per una camminata che abbiamo iniziato verso le nove. Prima di incamminarci abbiamo conosciuto due forestali e una signora che li aiutava. Dopo una breve spiegazione di cosa avremmo fatto, ci siamo inoltrati nel bosco. Abbiamo visto tanti tipi diversi di funghi, fra cui le Amanite Muscarie, rosse a puntini bianchi, bellissime ma tossiche. Abbiamo fatto un gioco molto bello che consisteva nel bendare un compagno e portarlo vicino ad un albero per farglielo studiare, per poi ritrovarlo senza benda. Mentre giocavamo, due ragazze hanno trovato una lucertola arancione che sembrava una salamandra.”

"La sera abbiamo cenato. Il CIBO ERA COSì BUONO che persino Eva che di solito non mangia in mensa ha mangiato! [...] La cosa più brutale è stata la sera... COME SI FA A DORMIRE COSì? Ho ancora un dubbio di essere riuscita ad addormentarmi con quel rumore che c'era! Stavo dicendo che addormentarsi era un'impresa. La mia cameretta si intitolava "Stella alpina". Da quanto ne so, ogni casetta era divisa a metà: io, Eva, Chiara, Martina eravamo nell'ultima casetta, nella metà a destra, segnata dalla freccia, mentre le "cavaliere nere del sonno" (Adelina, Silvia, Valentina e Paola), così soprannominate da me, erano nella metà accanto....
"Cavaliere nere del sonno" vi chiederete? Proprio così, infatti alla sera, a mezzanotte, stavano ancora babando e per di più ad alta voce! Io non ce la facevo più (inoltre parlavano di cose orribili: meglio che non le ripeta). La mattina penserete che i disagi fossero finiti, invece ... 6.30: incominciarono di nuovo a parlare!"